Chiese in Provincia di Modena - città di : Chiesa dei Santi Nazario e Celso Martiri

Chiesa dei Santi Nazario e Celso Martiri
Ss. Nazario e Celso Mm.

MODENA
Via Chiesa 12 - Pigneto, Prignano sulla Secchia (MO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
Posta su un alto colle con vista sull'alveo del fiume Secchia, la chiesa si presenta isolata con pianta a forma trapezoidale e abside pressochè quatrata. L'interno è a tre navate con cappelle laterali. La facciata è il risultato di evidenti rimaneggiamenti operati nel corso degli ultimi due secoli e ingloba parte della torre campanaria. Pianta La pianta è di forma trapezoidale, a tre navate con cappelle laterali e abside pressochè quadrata. Prospetti esterni La facciata è il risultato di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Posta su un alto colle con vista sull'alveo del fiume Secchia, la chiesa si presenta isolata con pianta a forma trapezoidale e abside pressochè quatrata. L'interno è a tre navate con cappelle laterali. La facciata è il risultato di evidenti rimaneggiamenti operati nel corso degli ultimi due secoli e ingloba parte della torre campanaria.

Pianta

La pianta è di forma trapezoidale, a tre navate con cappelle laterali e abside pressochè quadrata.

Prospetti esterni

La facciata è il risultato di evidenti rimaneggiamenti operati nel corso degli ultimi due secoli. Ingloba parte della torre campanaria. La parte terminale è caratterizzata da un profilo a linee spezzate e curve e sormontata da un timpano triangolare con pinnacoli con sfere.

Struttura

Le murature portanti della chiesa sono in pietra con spessore variabile tra i 60 e i 90 cm. Le volte, a botte con unghie sulla navata principale, a crociera e a botte sulle laterali, sono in mattoni pieni disposti in foglio.

Coperture

La struttura di copertura è in legno.

Pavimentazioni

Il pavimento delle navate è in marmo veronese con bicromia bianco-rosso, mentre nel presbiterio è in marmo rosso di Verona con inserti in verdello di Verona.

Cripta

E' presente un piano seminterrato accessibile dall'esterno, costituito da alcuni vani coperti con solaio ligneo o volte in muratura, oggi adibiti a cantina, ma che costituivano probabilmente l'antica cripta.

1318 - 1543 (prime notizie carattere generale)

Lo Scurani data al 1318 il documento più antico riferibile alla chiesa, mentre il Saccani non riferisce notizie certe prima del XV secolo. Nel 1543 la chiesa risulta unita alla parrocchiale di San Andrea di Casal Cicogna.

1664 - 1664 (consistenza intero bene)

Nel 1664 la visita Marliani riferisce di una chiesa nuova e "messa a volto secondo lo stile dorico".

1704 - 1724 (aggiunta altare intero bene)

Nel 1704 la chiesa era a navata unica con tre altari. Nel 1724 ne viene aggiunto uno: oltre al maggiore vi erano gli altari del Rosario, di S. Caterina e di S. Antonio Abate.

1731 - 1731 (nuova cappella intero bene)

Risale probabilmente al 1731 la fondazione della Cappella in onore di S. Antonio da Padova. In quel periodo la chiesa misurava 18 metri di lunghezza per 9 di larghezza.

1862 - 1864 (sistemazione sagrato)

Negli anni 1862-1864 i conti economici della Fabbriceria riportano notizia di lavori di sistemazione del sagrato con marciapiede in ciottoli "raccolti nel Secchia".

1872 - 1874 (modifiche e ampliamenti intero bene)

Nel 1867 iniziano i lavori di costruzione della nuova sagrestia a sud. Nel 1872 sono apportate modifiche al presbiterio e all'abside. Nel 1874 si realizza una nuova finestra sopra all'organo e in questa zona e nel coro viene rifatto il tetto.

1882 - 1888 (problemi strutturali intero bene)

A seguito di problemi strutturali nel 1882 è rifatto il pilastro a contatto della controfacciata a sinistra entrando. Di nuovo nel 1888 si eseguono interventi di restauro per problemi di stabilità.

1885 - 1885 (realizzazioen finestre altari laterali)

E' del 1885 la realizzazione delle quattro finestre in corrispondenza degli altari laterali.

1900 - 1980 (rifacimento pavimentazione)

I pavimenti sono stati rifatti completamente due volte nel corso del Novecento. La prima all'inizio del secolo, sostituendo con marmette in graniglia il pavimento originale, di cui non si ha notizia. La seconda negli anni '80, in occasione di lavori di sottofondazione delle pareti perimetrali.

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