Chiese in Provincia di Modena - città di : Chiesa della Natività di Maria Vergine

Chiesa della Natività di Maria Vergine
Chiesa della Madonna del Macero Chiesa dell'agnellino Chiesa di Madonna di Sotto Natività di M.V.

MODENA
Via Frati Strada alta 2 - Madonna di Sotto, Sassuolo (MO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
La chiesa si trova attualmente in una zona nodale di traffico nella prima periferia di Sassuolo, nei pressi di una rotonda. La facciata, ricostruita nel secondo dopoguerra, ha una decorazione a membratura in laterizi faccia a vista su fondo intonacato e timpano con cornicione in laterizi. Un grande rosone circolare sovrasta il portale. I fianchi sono in muratura di pietra in ciottoli e laterizio faccia a vista, su cui sono leggibili le tracce di numerose trasformazioni. La pianta è... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa si trova attualmente in una zona nodale di traffico nella prima periferia di Sassuolo, nei pressi di una rotonda. La facciata, ricostruita nel secondo dopoguerra, ha una decorazione a membratura in laterizi faccia a vista su fondo intonacato e timpano con cornicione in laterizi. Un grande rosone circolare sovrasta il portale. I fianchi sono in muratura di pietra in ciottoli e laterizio faccia a vista, su cui sono leggibili le tracce di numerose trasformazioni. La pianta è rettangolare allungata con abside semicircolare, l'unica navata è suddivisa in due campate con volte a crociera, a cui corrispondono due cappelle e due cantorie per parte. Monumentali lesene accoppiate con capitelli corinzi sostengono un alto cornicione in stucco. Oltre che dal rosone, l'interno è illuminato da grandi finestre rettangolari che si aprono lungo i fianchi e nell'abside, dove si conserva un coro in legno di noce e un padiglione dipinto a incorniciare i frammenti dell'antica immagine affrescata su massello della Madonna del Macero, occultata da una tela ottocentesca che ne riproduce le sembianze.

Pianta

La pianta è rettangolare allungata con abside semicircolare; l'unica navata è suddivisa in due campate con volte a crociera, a cui corrispondono due cappelle per parte con altrettanti altari in stucco rilevato in oro databili alla metà del '600, alla scuola del milanese Luca Colomba, attivo in quel periodo anche nel Palazzo Ducale. Sulle pareti laterali sono presenti inoltre quattro cantorie, disposte due per parte, all'inizio e alla fine della parete a mantenere l'equilibrato allineamento degli altari rispetto la navata. L'abside semicircolare è preceduta da un profondo presbiterio, ora privo dell'altare maggiore.

Prospetti

La facciata, ricostruita nel secondo dopoguerra, ha una decorazione a membratura in laterizi faccia a vista su fondo intonacato e timpano con cornicione in laterizi. Un grande rosone circolare sovrasta il portale e due nicchie con statue in terracotta lo affiancano. I lati e l'abisde sono in muratura faccia a vista, con basamento intonacato in cemento e cornicione sommitale a sguscio, anch'esso intonacato. Sui fianchi e sull'abside si aprono grandi finestre rettangolari.

Struttura

La struttura portante è in muratura di pietra in ciottoli e laterizio; sono chiaramente leggibili le tracce di numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.

Coperture

La struttura di copertura non è visibile, il manto è in coppi di laterizio.

Pavimentazioni

La pavimentazione è in marmo di Verona Rosso e Biancone posati a scacchiera ed è coperta da una moquette rossa nella zona presbiteriale.

Elementi decorativi

Lo spazio è scandito da un partito architettonico monumentale di lesene di ordine corinzio che sostiene una doppia trabeazione in stucco. Nel presbiterio sono presenti due tele inserite in semplici cornici in stucco e databili al primo Seicento. Nella crociera della volta si trova il ricorrente simbolo francescano a rilievo inscritto in una ricca cornice di stucco a fitti motivi vegetali. Un coro in legno di noce, databile al XVIII secolo, segue la curva dell'abside. Tra le finestre un padiglione dipinto incornicia l'immagine della Madonna del Macero: il baldacchino dorato da cui scende un ricco panneggio di tessuto damascato è opera del minore osservante Padre Francesco da Codogno ed è databile al terzo decennio dell'800, come pure la cornice in legno intagliato e la tela che servono da velario mobile all'affresco della Madonna del Macero, inserito nel muro dell'abside.

1287 - 1287 (preesistenze carattere generale)

Le prime notizie relative alla Madonna del Macero sembrano risalire al 1287 quando Giovanni Gazzoni di Fiorano le destinò una somma di denaro attraverso le sue volontà testamentarie. In quel periodo esisteva probabilmente una cappella in cui era conservata l'immagine che la tradizione voleva casualmente reperita in un macero per la canapa nei pressi del fiume.

1421 - 1567 (ricostruzione carattere generale)

Tra il 1421 e il 1567 Niccolo III D'Este fece eseguire una profonda ristrutturazione dell'edificio, annettendo alla piccola chiesa una casa per ospitare una comunità religiosa. Inizialmente furono i Serviti poi i Francescani Conventuali.

1577 - 1593 (ampliamento carattere generale)

Dal 1574 si insediarono i Francescani Conventuali. Questo consentì nuovi lavori di ampliamento alla chiesa e all'edificio conventuale realizzati tra il 1577 e il 1593.

1630 - 1740 (interventi decorativi interno)

Le opere plastiche all'interno della chiesa furono eseguite nel terzo-quarto decennio del '600 e ad esse seguirono i lavori al coro tra il 1730 e il 1740.

1826 - 1826 (restauro intero bene)

Nel 1783 i padri Conventuali si trasferirono nel convento di S. Giuseppe e alla Madonna del Macero rimasero pochi frati, fino alla restaurazione estense, quando il Duca Francesco IV nel 1826 la affidò ai Frati Minori Osservanti. In quell'occasione furono realizzati altri lavori di restauro.

1866 - 1963 (passaggi di proprietà e modifiche intero bene)

I Frati Minori Osservanti rimasero fino al 1866 quando a seguito dei nuovi provvedimenti emanati dallo Stato Unitario vennero allontanati e i beni passati al Demanio comunale fino al 1963. A quel punto la chiesa e il sagrato vengono donati alla Provincia di Parma dei Frati Minori Cappuccini. A quest'epoca risale la ricostruzione della facciata.

1982 - 1982 (erezione parrocchia intero bene)

Nel 1982 il complesso viene ceduto all'erigendo ente Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Vergine, detta Madonna di Sotto.

1996 - 1996 (restauri interno bene)

Nel 1996 la chiesa di Madonna di Sotto fu sottoposta ad un restauro, durante il quale venne ritinteggiata, vennero restaurati gli altari e i dipinti, il pavimento e furono sostituite le vetrate con nuove raffiguranti i quattro evangelisti.

Mappa

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