Chiese in Provincia di Modena - città di Sassuolo: Chiesa di San Giorgio Martire

Chiesa di San Giorgio Martire
S. Giorgio M.

MODENA / SASSUOLO
V.lo Carandine 1 - Sassuolo (MO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
La chiesa si presenta esternamente in muratura di laterizi faccia a vista. La facciata, dalla partitura architettonica settecentesca, mostra ancora pochi segni degli intonaci colorati che dovevano in origine imitare un ornato a rilievo. La pianta è a croce greca con abside semicircolare e una luminosa cupola con lanterna all'incrocio dei bracci. L'interno è ricco di decorazioni a stucco e di esempi artistici importanti tra cui in particolare l'importantissima pala centrale dipinta da Jean... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa si presenta esternamente in muratura di laterizi faccia a vista. La facciata, dalla partitura architettonica settecentesca, mostra ancora pochi segni degli intonaci colorati che dovevano in origine imitare un ornato a rilievo. La pianta è a croce greca con abside semicircolare e una luminosa cupola con lanterna all'incrocio dei bracci. L'interno è ricco di decorazioni a stucco e di esempi artistici importanti tra cui in particolare l'importantissima pala centrale dipinta da Jean Boulanger.

Pianta

La pianta è a croce greca, con abside semicircolare e una luminosa cupola con lanterna all'incrocio dei bracci.

Prospetti

La facciata, che si presenta completamente in laterizi faccia a vista, un tempo era rivestita con intonaci colorati che dovevano imitare una partitura di tipo architettonico con inserti plastici, realizzata in luogo di un'ornamentazione a rilievo considerata troppo dispendiosa. La porzione centrale è caratterizzata da un doppio ordine di coppie di paraste su alto piedistallo, che sorreggono un timpano triangolare. Ai lati due paraste di ordine minore sostengono le volute di raccordo e definiscono lo spazio in cui sono inserite due finte finestre decorate a trompe l'oeil. In luogo del rosone in è una finestra a bifora, priva di colonnina centrale, in asse al portale principale sormontato da un timpano arcuato.

Struttura

La struttura della chiesa è interamente di muratura di laterizi pieni. La partitura di pilastri su alto basamento che sostiene la trabeazione ha carattere neopalladiano. Le campate laterali sono coperte con volte a crociera o botti lunettate in corrispondenza delle finestre.

Coperture

La copertura ha struttura lignea e manto in coppi.

Pavimentazioni

La pavimentazione, rifatta nel corso dei restauri del 1970, è in marmo rosso di Verona, con inserti di altri marmi colorati che definiscono alcuni stemmi.

Elementi decorativi

Importante la ricca decorazione a stucco che orna l'intera chiesa, tutti gli altari, la navata maggiore, la cupola e le cantorie.

1318 - 1318 (preesistenze carattere generale)

Nel Medioevo la chiesa di San Giorgio era una piccola rettoria dipendente dalla Pieve di Castellarano. La prima notizia è del 1318 quando i due rettori Tomaxio e Lazzaro furono invitati a pagare una decima di tre soldi reggiani ai collettori apostolici.

1375 - 1428 (erezione a parrocchia carattere generale)

Nel 1375 per volere di Niccolò II e Alberto V d'Este la chiesa divenne parrocchiale. Solamente nel 1428 ebbe però il proprio fonte battesimale.

1571 - 1584 (preesistenze intero bene)

La chiesa fu restaurata a partire dal 1571 per volere di Enea Pio. I lavori furono ripresi nel 1584, quando la chiesa fu allungata di un'arcata e di conseguenza ne fu rifatta la facciata.

1646 - 1646 (preesistenze interno)

Nel 1646 furono riparati e ripuliti tutti gli altari, rifatti la scalinata, la balaustra del coro e il tetto e rinnovato il colore delle pareti interne. Eseguita la pala dell'altare maggiore ad opera di Jean Boulanger.

1690 - 1690 (trasformazioni e demolizioni presbiterio)

Nel 1690 il presbiterio viene trasformato ad opera dell'architetto sassolese Antonio Paltrinieri, con lo spostamento dell'altare in posizione più avanzata, la soprelevazione dell'intera area di un gradino, la realizzazione del coro ligneo da parte del servita Fra' Carlo Guastuzzi su disegno dello stesso Paltrinieri. Subentrato il Commissario Antonio Giannini, si provvide a imbiancare tutta la chiesa, cancellando gli ornati e i "bianconeri" cinquecenteschi che vi si trovavano. Da questo momento Paltrinieri, contrariato per questa scelta, abbandona l'incarico.

1719 - 1719 (manutenzione preesistenze)

Nel 1719 fu rifatta la copertura e furono imbiancati nuovamente gli interni.

1754 - 1762 (ricostruzione intero bene)

Nel 1754 si valutò che la chiesa era ormai inadeguata alla popolazione. Si decise l'ampia ristrutturazione e l'ampliamento su progetto dell'architetto ducale Pietro Bezzi a cui subentrarono gli architetti civili Domenico Lucenti e Giovanni Battista Massari. I lavori si protrassero fino al 1762. Le decorazioni in stucco degli altari furono eseguite dal bolognese Antonio Schiassi (1760), Giuseppe Casalgrandi e Fra' Stefano da Carpi.

1782 - 1785 (realizzazione facciata)

La facciata prevista dal Bezzi con ornato a rilievo risultò nei preventivi troppo costosa, così solo nel 1782 fu affidata alla bottega del pittore-scenografo ducale Lodovico Bosellini, e completata nel 1785.

1825 - 1825 (manutenzione interno)

La chiesa fu fatta imbiancare nel 1825. In questa occasione furono tolti i vecchi banconi sotto le due cantorie e al loro posto furono messe due nuove balaustre.

1881 - 1929 (restauro intero bene)

Ulteriori restauri furono completati nel 1881 e successivamente nel 1929, finanziati in parte dal generoso contributo dei fedeli.

1970 - 1970 (restauro intero bene)

Nel 1970 vennero realizzati lavori di adeguamento liturgico, venne rifatto il pavimento inserendo alcuni stemmi, vennero messe a punto le dotazioni impiantistiche sotto la direzione del prof. Ing. Giordani dell'Università di Bologna. Furono inoltre rifatti il tinteggio, i decori degli altari, il manto di copertura.

1999 - 2000 (restauro intero bene)

L'ultimo restauro risale al 2000, anno giubilare. I lavori sono stati eseguiti sotto la guida dell'arch. Pier Giorgio Pinelli in un'ottica di rispetto degli elementi originali e di recupero dei colori e delle decorazioni antiche.

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