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Modena. Ecco chi sono i nove morti in carcere

La lista compilata dalle associazioni di volontari che si occupano di detenuti, mentre le autorità mantengono il silenzio

MODENA. Nel totale silenzio del Ministero di Grazia e Giustizia e delle autorità, emergono i nomi dei nove morti. La lista, già parzialmente pubblicata dalla “Gazzetta” l’11 marzo, è stata raccolta e pubblicata da volontari di associazioni che si occupano di carceri e detenuti, come Carmilla e Antigone. In particolare un ruolo importante è stato svolto da Ristretti Orizzonti. Determinante è stata la mail emergenzacarcere@gmail.com che ha permesso uno scambio di dati altrimenti impossibile tra volontari, operatori, avvocati e familiari di detenuti. Attraverso il sito “ristretti.org” e le informazioni raccolte dal giornalista Luigi Ferrarella è stato possibile stilare la lista definitiva dei tredici morti nelle rivolte carcerarie italiane (altri decessi sono infatti avvenuti a Rieti e alla Dozza di Bologna).

Questi sono i nove morti della rivolta tra il 9 e il 10 marzo alla casa circondariale di Sant’Anna di Modena. Hafedh Chouchane, 36 anni, tunisino, morto il 9 marzo in carcere a Modena. Slim Agrebi, 41 anni, tunisino, 9 marzo in carcere a Modena. Alis Bakili, 53 anni, tunisino, 9 marzo in carcere a Modena. Ben Masmia Lofti, tunisino, 40 anni, 9 marzo in carcere a Modena. Erial Ahmadi, 36 anni, marocchino, 9 marzo in carcere a Modena. Arthur Isuzu, 32 anni, moldavo, morto il 10 marzo durante il trasporto a Parma da Modena. Abdellah Rouan, 34 anni, marocchino, 10 marzo durante il trasporto ad Alessandria da Modena. Hadidi Ghazi, 36 anni, 10 marzo a Verona durante il trasporto a Trento da Modena.

Salvatore Piscitelli Cuono, 40 anni, 10 marzo durante il trasporto ad Ascoli da Modena. Dalla ricostruzione si apprende che Piscitelli Cuono doveva essere scarcerato in agosto. Hadidi e Isuzu erano in attesa del primo grado di giudizio: il moldavo doveva comparire davanti al giudice due giorni dopo la morte.

Il silenzio delle autorità prosegue.

Di questi decessi non è mai stata data né la lista né una spiegazione né dal ministro Alfonso Bonafede né dal Dipartimento autorità penitenziaria (Dap). La Procura di Modena, invece, attraverso il procuratore aggiungo Giuseppe Di Giorgio ha pubblicamente affermato che in base ai sospetti prima e alle risultanze autoptiche poi, i decessi di cinque su nove morti di Modena (quelli trovati nel carcere), sono tutti da attribuire a un’overdose di metadone e psicofamaci.

L’autopsia non è conclusa: è in corso la fase più lunga e più importante, l’esame tossicologico, che darà un quadro più esatto. Sempre la Procura ha spiegato che in base all’autopsia non emergono per questi cinque corpi segni di violenza di alcun tipo.

Per i quattro detenuti morti durante il trasferimento in altre carceri le autopsia devono ancora essere svolte. L’inchiesta, condotta dal pm Monica Bombana, è aperta con l’accusa generica di “omicidio colposo contro ignoti”. —

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Pubblicato su Gazzetta di Modena