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Camposanto, La vacanza trasformata in tragedia Lui muore e la moglie ha un infarto 

La coppia a febbraio era andata ad Arco in un centro per terme Mentre erano via è esploso il caso Coronavirus Un mese in stanza per isolamento, poi la disperazione

CAMPOSANTO Ilmo ha lavorato una vita nei campi e quando riusciva un salto tra i filari del frutteto, nella campagna di via Giliberti a Camposanto, lo faceva ancora. Per non dire qualche lavoretto sul trattore. La sua vacanza, quella di Anna, la moglie, era un paio di settimane in una casa di cura privata con vista sul lago di Garda, ad Arco di Trento. Per cure termali. Un “tagliando” come diceva scherzando. Erano partiti a metà febbraio. Quella vacanza è diventata una tragedia. Lui se ne è andato contagiato dal Coronavirus lunedì sera. Aveva 84 anni. Anna Malpighi, 81enne che per un mese lo ha vegliato nella stanza di Villa Regina diventata una prigione, non lo ha nemmeno visto spegnersi. La scorsa settimana, mentre il marito i aggravava, lei è stata colta da un infarto. E ora è ricoverata nell’ospedale di Arco. «Ma sa cos’è successo al papà. Riusciamo a sentirla tutti i giorni e glielo abbiamodovuto dire... Non voleva lasciarlo. Uniti come erano. Una tragedia...», dice Massimo il figlio con accanto Eddy,che dal nonno aveva raccolto il testimone in campagna. Tutti distrutti. Dal dolore.

«La speranza adesso è riuscire a riportare a casa mamma da Arco. Prima dell’infarto in quella maledetta stanzetta dove lei e papà erano da metà febbraio, le avevano fatto il tampone. Negativo. Poi un altro. E questa volta positivo... Non resta che pregare». Come ieri mattina quando Ilmo è tornato nella sua Camposanto per l’ultimo viaggio.

Il viaggio ad Arco e i primi giorni erano trascorsi sereni. Telefonate serali ai familiari e i giorni che passano in riva al lago. Poi la tosse, ma è Ilma che non sta bene. Però passa subito. E a sorpresa, mentre l’Italia diventa preda del contagio , è lui a non sentirsi bene. La prima febbre. I controlli. La tosse. E ogni giorno che passa diventa sempre più debole. Un’angoscia. Per la coppia e per i figli Massimo, Morena, Lidia e Susanna che sono a casa con le rispettive famiglie. Vengono tranquillizzati ma i contatti non sono quotidiani. Allora Massimo e Eddy contattano i carabinieri di Arco spiegando la situazione, dopo aver avuto la conferma che Ilmo era stato contagiato. Chiedono un sopralluogo per avere più certezze sullo stato di salute. «Ma i carabinieri ci dicono che non possono andare perchè nella struttura c’è un focolaio di Covid 19...». I contatti sono con la nonna, che di lasciare Ilmo, anche un solo secondo, non ne vuol nemmeno sentire parlare. Tutti e due chiusi nella stanza di Villa Regina. Siamo al precipizio. Lui peggiora e il 24 marzo Anna viene sottoposta a tampone. Il giorno dopo viene colta da infarto e ricoverata d’urgenza all’ospedale di Arco. «Non voleva lasciare papà...», dice commosso Massimo. Lei sembra riprendersi ma è positiva al virus. Ilmo adesso è solo. E solo si sente ancor più perso. Lunedì la telefonata alla famiglia: “È grave lo trasferiamo all’ospedale...”. Un paio d’ore e un’altra telefonata. Ilmo si è arreso. E da lassù prega perché Anna ce la faccia. —

 

Pubblicato su Gazzetta di Modena