• Home
  •  > Notizie
  •  > Modena piange il “maestro” Luciano Landi Era l’anima della piscina dei Vigili del Fuoco

Modena piange il “maestro” Luciano Landi Era l’anima della piscina dei Vigili del Fuoco

A 55 anni si è spento improvvisamente il tecnico degli Amici del Nuoto, stroncato da un infarto 

MODENA. «Luciano Landi è stato per me e per tanti ragazzi che credevano nel nuoto e nel sacrificio una persone eccezionale. Come un padre, viene sempre da dire, ma il nostro mister era qualcosa di più, ecco lui è stato il mio “amico grande”, quelle persona con la quale puoi confrontarti, ti puoi confidare su tutto sapendo che ti sa ascoltare come un amico ma che ti può dare consigli, che ti può aiutare. È entrato nella mia vita e anche in quella di mia sorella, facendone una campionessa. E una volta entrato non ne è più uscito. Oggi è un giorno davvero triste».

Riccardo Brighi, venti anni, ora è una promessa del triathlon italiano ma per lunghi anni ha avuto come guida nel nuoto Luciano Landi, il maestro, l’istruttore, l’anima dell’associazione e del gruppo sportivo vigili del fuoco che gravita e riscalda l’impianto vicino alla caserma dei pompieri a Modena. A soli 55 anni l’atleta e uomo di sport è stato stroncato da un infarto tanto improvviso quanto fulminante. «Mercoledì sera Luciano era a cena con alcuni amici nel Reggiano - spiega Mirco Merighi, presidente dell’associazione sportiva Amici del Nuoto dei vigili del fuoco di Modena - quando si è sentito male. Come mi ha raccontato sua moglie, Maurizia Fabbi, subito gli hanno praticato il massaggio cardiaco nel tentativo di rianimarlo, in attesa del 118. I soccorsi sono stati velocissimi ma sul posto il personale ha detto che comunque non ci sarebbe stato nulla da fare, era un tipo di infarto di quello potenti, fulminanti».

Mirco trattiene e stento la commozione. Lui e Luciano sono legati da una quarantina d’anni al mondo del nuoto e insieme hanno condiviso le fatiche e le gioie del loro sodalizio, del mondo a cui si accede da via Monsignor della Valle, «un mondo fatto di tanti sacrifici perchè il nuoto, per un atleta - spiega Mirco - è una dedizione assoluta. In vasca ci sei tu, l’acqua, le piastrelle sotto della piscina e un cronometro. Poi c’è il tuo allenatore. E Luciano era il maestro, l’amico grande” di tutti questi ragazzi perchè ha condiviso la loro fatica, i loro sogni e tutto il loro tempo. Anzi, lui ha scarificato tantissimo il testo per dedicarsi esclusivamente al nuoto».

«C’eravamo conosciuti - prosegue Merighi - negli anni ’80, quando lui seguiva il nuoto per la Cdr. Poi, nei primi anni ’90, ci fu il grande salto. C’era il gruppo dei vigili del fuoco soccorritori, una piccola “sezione”. Lui mi propose di creare un gruppo sportivo apposito, di allargare gli orizzonti. Anche il Comune ci venne incontro e nacque così il Gruppo sportivo e anche l’Associazione Amici del Nuoto. E da allora lui è stato il volano di tutto, il responsabile delle vasche, degli atleti, il supervisore, l’allenatore, il direttore tecnico... colui che, ad esempio, sceglieva i bambini, che capiva che quelli prima o poi sarebbero diventati dei grandi nuotatori e li seguiva con il passare degli anni. Grazie a lui abbiamo avuto fior di campioni, Caterina Brighi, Morena Muzzarelli e tanti altri fino al recente Lorenzo Mora».

E i ricordi si rincorrono nella mente dell’amico Mirco. «Luciano era piuttosto severo, rigido, schematico nelle sue posizioni e nei metodi. E per il fatto di essere vicino ai ragazzi aveva screzi, alcuni se ne andavano perché non condividevano, ma dopo un po’ di tempo tornavano dicendo “ora abbiamo capito”. Ricordo i tanti meeting con la Federazione, in giro per l'Europa. Ai ragazzi diceva “alle 23 tutti a letto, io non vengo a controllare. Ma se per caso dovessi farlo e non vi trovo... ci siamo già capiti”. E i ragazzi si responsabilizzavano, capivano che dovevano mettere a frutto i tanti sacrifici fatti a suon di quei 100 chilometri alla settimana di vasche a cui lui li sottoponeva, allenamenti di sei, otto ore al giorno». —

 

Pubblicato su Gazzetta di Modena