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Gavioli e Luppi, simboli del calcio giovanile spirati lo stesso giorno

«Dal 1948 papà è stato uno dei fondatori e delle colonne portanti del calcio giovanile all’Osteriola. Il suo era un metodo per togliere i ragazzi dalla strada e farli stare insieme in un campo, in una società dove tutti dovevano poter giocare, a pari condizioni».

Fabio Gavioli ricorda il papà Mauro, detto “Pedale”, simbolo del calcio giovanile carpigiano. A poche ore di distanza da Gavioli è scomparso un altro protagonista di questa disciplina: Arturo Luppi della “Due Ponti”.

«Non c’era nulla al “villaggio artigiano”, dove papà iniziò a coltivare l’attività sportiva insieme ai giovani – ricorda Fabio – C’erano soltanto ragazzini, una palla e un campo. Poi hanno iniziato a giocare. All’inizio mio padre ha fatto anche l’allenatore, poi è diventato presidente dell’Ac Cibeno. Una volta non c’erano nemmeno gli spogliatoi, ma si giocava d’estate. Le prime maglie erano di lana e figuriamoci che caldo poteva fare in agosto, ma si resisteva, era così bello stare insieme che si giocava lo stesso. Nonostante le temperature elevate e la sfida alla canicola».

Questo aneddoto risale al 1955, quando le trasferte si facevano in sella a una bicicletta e i derby avevano il sapore di una partita contro il Quartirolo.

«Nella casa colonica di via Genova, pian piano, furono costruiti gli spogliatoi – aggiunge Gavioli – La filosofia di base era far giocare tutti, secondo il principio che nessuno doveva pagare».

Con lo stesso spirito nacquero la festa dell’aratura e del Primo maggio. «Due eventi per guadagnare al fine di sostenere le spese dell’iscrizione ai campionati e tutto quello che riguardava i ragazzi».

In rappresentanza del Comune, alle esequie che si sono svolte, ieri pomeriggio, a Terracielo, l’assessore allo Sport, Andrea Artioli: «Lo sport carpigiano piange la scomparsa di Mauro Gavioli, instancabile amante del calcio a 360 gradi, il calcio vero genuino, duro per i sacrifici ma dolce, per il piacere dello stare assieme e fare comunità. Un grazie dalla tua città che va ben oltre la vita terrena e ti accompagnerà per sempre nel tuo indelebile ricordo». —

Pubblicato su Gazzetta di Modena