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Tragedia in Val di Fiemme, a San Damaso i funerali di Stefano Lugli

Il 58enne è precipitato per 50 metri lungo un pendio sotto la cima del Corno Nero Quando l’elicottero di Trentino Emergenze lo ha trovato era già morto

MODENA Si terranno oggi - 22 giugno -  alle 14 nella chiesa di San Damaso i funerali di Stefano Lugli, il modenese 58enne trovato morto domenica in Val di Fiemme, caduto durante un’escursione. A vegliare il suo corpo senza vita in fondo al dirupo il fedele cane, per un giorno almeno. Nessun dubbio sul fatto che si sia trattato di un incidente: la salma è stata liberata subito e oggi verrà subito effettuato il trasporto fino a Modena da parte delle onoranze La Fenice.

Il suo mancato rientro era stato denunciato intorno alle 15.15 di domenica dai gestori della struttura dove alloggiava a Varena, piccolo comune di 800 abitanti della Val di Fiemme. Grazie alle ricognizioni dell’elicottero, il suo corpo senza vita è stato ritrovato verso le 18 lungo un pendio erboso sotto la cima del Corno Nero, sul versante sud, a una quota di circa 2.100 metri, una cinquantina di metri a valle della traccia del sentiero. Dopo il ritrovamento della macchina poco sopra l'abitato di Varena, le ricerche ( a cui hanno partecipato i carabinieri, la Guardia di Finanza, i vigili del fuoco e gli operatori della stazione Val di Fiemme del Soccorso Alpino) si sono concentrate nelle zone attorno e lungo i sentieri che portano alla cima del Corno Nero. Poco prima delle 18 l'elicottero di Trentino Emergenze è decollato da Trento per effettuare un sorvolo sulla zona. Superato il limite della vegetazione, la salma dell'escursionista è stata individuata: vicino c'era il cane, ancora in vita. Sul posto sono stati verricellati il tecnico di elisoccorso, l'operatore del Soccorso Alpino e il medico, che non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'escursionista. Dopo il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata a bordo dell'elicottero e trasferita all'ospedale di Cavalese. Il cane è stato accompagnato a valle a piedi da una squadra della stazione Val di Fiemme.

Gli accertamenti dei carabinieri di Cavalese hanno confermato che non ci sono state responsabilità di terzi nella caduta fatale: lo ha confermato la posizione “di quiete” (così viene tecnicamente definita) in cui è stato rinvenuto, pienamente compatibile con un episodio traumatico accidentale. E particolarmente sfortunato: se Lugli si era portato dietro il cane è perché non intendeva certo fare delle pericolose arrampicate. Ma è scivolato, cadendo per 50 metri. Non è escluso che possa essere stato anche un malore a causare tutto. Comunque senza intervento di terzi.

Il corpo potrebbe essere rimasto lì anche per un giorno, prima dell’avvistamento. Impossibile dire se la morta sia stata istantanea o preceduta da un’agonia. Comunque il cane è sempre rimasto lì a vegliarlo, con una scena di fedeltà straziante e d’altri tempi. Il cane che ieri è stato riportato a casa dai famigliari, con la sua indimenticabile testimonianza d’affetto. Sarà custodito o dalla madre o dalla sorella. —

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Pubblicato su Gazzetta di Modena