• Home
  •  > Notizie
  •  > Modena. Addio a Roberto Serio, giornalista curioso che univa l’ironia al tifo gialloblù

Modena. Addio a Roberto Serio, giornalista curioso che univa l’ironia al tifo gialloblù

Aveva 59 anni, domani il funerale. Dal 2010 lavorava in Comune. La sua passione per le idee

Carlo Gregori

Giornalista, addetto stampa, organizzatore culturale, soprattutto innamorato della sua città, dei suoi volti e delle sue idee, della sua squadra. A 59 anni è scomparso Roberto Serio, protagonista dell’informazione modenese degli ultimi decenni. Un volto conosciutissimo in città e un professionista discreto, sempre dietro le quinte, il luogo dal quale riusciva a dare il meglio perché tutti i colleghi potessero a loro volta fare il meglio. Lo ha stroncato una malattia. Lascia la moglie, la dottoressa Maria Cristina Poppi, e i familiari. Oggi dalle 9 alle 19 si potrà salutarlo alla camera ardente di Terracielo (via Emilia Est 1320) dove domani alle 16 si svolgerà il funerale.

In città tanti lo chiamavano ancora Picchio. Era lo “scutmai” che lo accompagnava dai tempi del liceo Muratori. I suoi coetanei, quelli nati dalla fine degli anni ’50 ai primi ’70, lo ricordano per le battaglie politiche ai tempi del classico. Un militante di sinistra ma libertario, mai dogmatico o inquadrato, sempre ironico. Gli era rimasta una profonda passione per le idee del ’77 tanto che aveva stretto contatti con esponenti storici come Dario Fo, Bifo e Freak Antoni. Negli anni la curiosità per le idee e le persone si è estesa approdando, dopo un periodo di studi al Dams di Bologna, nel campo dell’editoria. Prima con la pubblicazione di free press Modena & Modena, poi come direttore responsabile di Vivo, altro settimanale free press ancora attivo. Serio lo porterà al successo editoriale grazie al suo modo brillante di cercare notizie curiose, approfondire vicende e stimolare opinioni. Parallelamente ha avviato una carriera nel settore degli uffici stampa comunali, iniziando a Maranello, passando a Castelnuovo da metà anni ’90 e diventando il braccio destro del sindaco Roberto Alperoli fino al 2009. Si incontreranno di nuovo. Alperoli diventerà assessore alla cultura a Modena. E, dopo un anno di pausa, Serio entrerà nel 2010 nell’ufficio stampa del Comune di Modena dove ha lavorato finora come responsabile della comunicazione per la cultura e il turismo. Più che semplice autore di comunicati stampa, Serio era un infaticabile organizzatore di contatti e incontri, procacciatore di rari numeri telefonici, suggeritore di novità, ospite di casa con chi si trovava in municipio e collega sensibile alle esigenze e ai tempi rapidi del giornalismo. Questo perché anche lui era giornalista. Aveva iniziato come corrispondente locale dell’Unità sotto la direzione di Furio Colombo, arrivando più volte alla prima pagina. Nel 2000, Videopress, che controllava Modena Radio City, acquistò Vivo. Serio, che ne era direttore, mantenendo quel posto divenne anche responsabile della redazione giornalistica della radio all’epoca diretta di Carlo Savigni: tra i due nacque una grande amicizia. A questo eclettismo professionale, si aggiungeva la passione da tifoso per il Modena: ieri la società in lutto ha voluto omaggiarlo sul sito. L'Associazione Stampa Modenese, della quale era membro, ha espresso cordoglio per la sua scomparsa: «Giornalista generoso, innamorato della professione e di Modena che ha raccontato prima come cronista e poi, negli ultimi dieci anni, come addetto stampa del Comune. Attento ai fenomeni culturali, ha lavorato con passione in tutti i principali eventi degli ultimi anni, spesso con ruoli da protagonista, pur dietro le quinte. Da tutti gli era riconosciuta capacità, competenza, gentilezza nelle relazioni e senso dell'istituzione pubblica». Anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha espresso il lutto: «L’amministrazione comunale e tutta la città hanno perso un grande giornalista, brillante e meticoloso, attento alle questioni culturali e con un forte senso delle istituzioni. Aveva saputo sviluppare un grande lavoro con profondità, in tante delle principali iniziative culturali, contribuendo alla promozione a livello nazionale». L’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi: «Mi lega a Roberto un rapporto che va al di là del ruolo, del rapporto professionale, della quotidianità. Dalle passioni comuni per tutto quello che è gialloblù e che ha a che fare con una palla che rotola, dal cinema al punk, il 1977, Bifo, il Partito, le sottoculture urbane, un concerto ai Giardini o un teatro in una via».

Ricorda Stefano Piccagliani, “Picca”: «Al Muratori era sempre impegnato con la politica attiva: era il nostro Cohen-Bendit, ma lo faceva con leggerezza. Con Modena & Modena mi fece scrivere i primi pezzi. Poi si lanciò con Vivo. E a Modena Radio City dove finii anche io. Abbiamo passato un bel po’ di anni insieme. Conosceva tutti a Modena. Aveva l’occhio del profondo osservatore dei volti e dei caratteri».

Pubblicato su Gazzetta di Modena