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Sassuolo, il funerale della donna uccisa da due cani .«Addio Carmen, eri accogliente con tutti»

In tanti al funerale dell’anziana sbranata. Al termine il toccante abbraccio tra il figlio e la famiglia proprietaria dei cani

Stefania Piscitello

La chiesa di Madonna di Sotto si è fermata, avvolta come da un silenzio carico di commozione, per l’ultimo saluto a Carmen Gorzanelli.

Carmen, la donna di 89 anni a cui è spettato un tragico destino, morta martedì per l’aggressione da parte dei due cani di razza Amstaff che si trovavano nel cortile dei vicini dove lei, in stato confusionale, si è introdotta.

Un centinaio di persone ieri pomeriggio hanno atteso l’arrivo del feretro e tra quelle persone c’era anche parte della famiglia proprietaria dei cani. Che con rispettoso silenzio, per una vicenda che ha sconvolto due nuclei familiari, ha portato la propria vicinanza ai parenti di Carmen.

In primis ai figli: Antonella, che vive nel reggiano, e Roberto Neri che invece risiede a due passi dal palazzo di via Cristoforo Colombo in cui Carmen abitava e da cui dopo essere sfuggita alla sorveglianza della badante è uscita, per poi entrare nel cortile della villa su via Marco Polo. A celebrare la Messa don Patrick Valena e di fianco a lui don Umberto Lumetti che il giorno dopo il tragico evento era stato tra i primi a recarsi a casa di Carmen Gorzanelli per portare un po’ di conforto alla famiglia. Carmen infatti era una frequentatrice della chiesa di Madonna di Sotto. «Questa bellissima pagina di Vangelo – ha detto don Patrick durante la liturgia, a commento della lettura – parla a Carmen, che in modo misterioso il Signore ha chiamato a sé e le dice “vieni da me”».

«Queste parole sono rivolte anche ad Antonella, a Roberto e a tutti noi», ha proseguito don Patrick che nel corso del rito funebre in più occasioni si è rivolto ai figli della donna. Unico a prendere la parola, ad averne la forza seppur con voce rotta dalla commozione, il genero di Carmen, Paolo: «Mi piace pensare che avrai già ritrovato il tuo amato Aimo, e ora starete accanto a raccontarvi un sacco di cose». Gorzanelli era rimasta vedova una decina di anni fa: per oltre trent’anni si era occupata del marito, rimasto invalido a causa di un infortunio. «La vita ti ha riservato la gioia dei figli, dei nipoti, ma anche tanta sofferenza, profonda sofferenza, soprattutto per Aimo», ha aggiunto il genero. «Carmen non ha mai avuto un atteggiamento di rabbia o di rancore verso la vita. È stata sempre aperta ed accogliente verso gli altri, sempre con voglia di amare e sempre con un sorriso. Ci ha lasciato improvvisamente. Ora colmare il vuoto che lascia non sarà semplice per nessuno di noi, che abbiamo avuto il privilegio di conoscerla ed esserle accanto», ha concluso il genero Paolo. Fuori dalla chiesa, prima che il carro funebre proseguisse il suo viaggio verso il cimitero, parenti ed amici si sono stretti attorno ai figli dell’89enne. «Ma chi si aspettava una cosa del genere», con queste parole cariche di amarezza e di incredulità, il figlio Roberto Neri si è rivolto ad alcuni amici andati a porgergli le condoglianze. «Adesso arriva il momento più duro», ha aggiunto poi guardandosi intorno. E poi, il toccante abbraccio tra lui e la proprietaria dei cani, mamma della tredicenne che ha assistito suo malgrado all’aggressione da parte dei due Amstaff, e alla quale Neri ha chiesto di portare i propri saluti, che fa comprendere il dolore che accomuna, in tutta questa tragedia, entrambe le famiglie.

Pubblicato su Gazzetta di Modena