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Nonantola, lo schianto con due morti. Gli amici e i colleghi delle vittime: «Una tragedia, siamo vicini alle famiglie»

Amici e colleghi si stringono ai parenti di Elisaveta e Rinaldo che hanno perso la vita nell’incidente di via di Mezzo

Nonantola. Amici e colleghi, ovviamente i famigliari. Insomma un’intera comunità, quella di Nonantola, scossa dal gravissimo incidente che venerdì mattina è costato la vita a Elisaveta Pantea, 59 anni, e a Rinaldo Bruni, che di anni ne aveva 44. In tanti in queste ore si sono stretti alle due famiglie colpite dalla tragedia. Ci sono i colleghi e i datori di lavoro della compagna di Rinaldo.

La donna, che da un paio di anni è dipendente di una pizzeria del paese, ha ricevuto la solidarietà dei titolari dell’attività nonantolana: «Qui da noi è come essere in una grande famiglia, le siamo vicini in questi momenti difficili. È una disgrazia che ci ha colpito e sconvolto». Il 44enne, residente in via Ampergola e padre di tre figli, stava viaggiando sul suo motorino verso il posto di lavoro quando è stato colpito dall’automobile guidata dalla signora Pantea.

Anche Elisaveta stava per iniziare la sua giornata lavorativa, lei Oss impegnata al Centro diurno San Geminiano. La struttura, gestita dalla cooperativa Domus, si trova a Cognento di Modena. Ad attenderla i colleghi: «Ci siamo accorti che qualcosa non andava quando non l’abbiamo vista, Elisaveta era sempre presente e puntuale. Poi sono iniziate ad arrivare le brutte notizie». Queste le parole di Luca Corradini che è il coordinatore del “San Geminiano”: «Elisaveta lavorava con noi da diverso tempo, era apprezzatissima da tutti per il suo impegno e il suo “saperci fare” con gli utenti. Siamo scossi, per noi è una gravissima perdita. Per il nostro Centro e per l’intera Domus che contava da tanto sulla sua umanità e professionalità. Immediatamente abbiamo fatto sentire la nostra vicinanza ai famigliari».

La 59enne, che era nata in Moldavia e che da diverso tempo abitava a Nonantola, lascia tre figli e altrettanti nipotini: «Ci aveva detto di aver passato un po’ di tempo proprio con uno dei nipoti. Era molto legata alla famiglia e al suo lavoro».

Parole sentite quelle di Luca che si fa portavoce delle colleghe e dei colleghi: «Era una di noi, una vera amica. Il nostro dolore non si riesce a spiegare».

E mentre Nonantola è ancora attonita per quanto di grave è accaduto, ai carabinieri non è rimasto altro che continuare gli accertamenti. Dopo i rilevamenti lungo via di Mezzo, tra La Grande e Nonantola, i militari si sono adoperati alla ricerca di testimoni in grado di fornire dettagli sull’incidente. Informazioni necessarie, queste, per ricostruire la dinamica. Utili allo scopo potrebbero essere anche le informazioni di alcuni studenti che, proprio in quei tragici momenti, erano a bordo della corriera Tper diretta a Modena. Alcuni sono stati sentiti dai carabinieri e hanno fornito la loro versione.

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Pubblicato su Gazzetta di Modena