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Montese Oggi l’ultimo saluto ad Anna uccisa a coltellate dal marito

Montese. È il giorno dell’ultimo saluto ad Anna Bernardi, la 67enne uccisa dal marito reo confesso Grazio Lancellotti il 18 novembre nell’abitazione di campagna in cui vivevano a Salto di Montese.

Il funerale è fissato per oggi alle 11 nella chiesa parrocchiale di Salto, celebrato da don Bruno Caffagni. Al termine la salma verrà condotta nel cimitero locale. È stata liberata dalla Procura giovedì mattina, dopo l’autopsia, e quindi condotta dalle onoranze (Ferroni e Salomoni) nella casa di riposo di Montese, dove Anna aveva lavorato tanti anni, per l’allestimento della camera ardente. In queste ore sono state tante le testimonianze di affetto nei confronti di questa signora timida e riservata, andata incontro a una fine orribile.

Nelle prime ore di giovedì 18 novembre, è stata uccisa con quattro coltellate dal marito sul letto di casa, a Salto in via Fucina. Un gesto estremo, sembra legato al periodo di esasperazione che stava vivendo l’uomo, dopo essere stato per tanti anni il premuroso compagno che si è preso cura della moglie e delle sue solitudini. Anche lei infatti soffriva molto nell’anima, forse per una forma di depressione che l’aveva condotta sempre più all’isolamento. Non usciva quasi più di casa, pensava alla spesa e a tutto quello che serviva sempre lui, infinita pazienza. Poi da quanto si è appreso anche lui da un po’ di tempo aveva dato segnali di cedimento e di disagio mentale, tanto da rendere necessario qualche giorno prima un ricovero e l’adozione di una terapia farmacologica.

Cosa gli sia scattato dentro lo sa solo lui, fatto sta che la donna è stata uccisa con quattro fendenti di un coltello da cucina, con il quale anche lui ha tentato di togliersi la vita utilizzandolo per infliggersi due tagli alla gola che però alla fine sono risultati non gravi nelle loro conseguenze: portato in elicottero a Baggiovara, all’uomo sono stati applicati alcuni punti di sutura ed è stato subito chiaro che dalle ferite fisiche sarebbe guarito presto. Da quelle nell’animo invece è ancora tutto da capire: dopo le dimissioni da Baggiovara Lancellotti è stato portato nella sezione carceraria del Policlinico, dove si è svolto l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale ha dato una spiegazione choc per quello che aveva commesso: «Ho ucciso mia moglie perché russava troppo» ha detto al giudice Andrea Scarpa, che ha convalidato l’arresto per omicidio, aggravato dal fatto che la vittima è un congiunto. Ha disposto comunque la sua permanenza nella struttura carceraria del Policlinico, non per le conseguenze dei tagli ma per la necessità di una variazione geriatrica e psichiatrica. A seguito della quale è probabile il suo trasferimento in una struttura psichiatrica.

Intanto oggi è il giorno del dolore: per i due figli della coppia (uno dei quali fu il primo ad accorgersi di quello che era successo tramite una telecamera di monitoraggio interna) e per i nipoti innanzitutto. Ma la donna (originaria di Villa d’Aiano) ha ancora anche l’anziana madre, e un fratello, più tutti gli altri parenti sconvolti dall’accaduto. Hanno chiesto alla comunità non fiori, ma opere di bene.

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Pubblicato su Gazzetta di Modena