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Concordia. La morte di Tajeddine: «Imprenditore giovane e capace Per noi era un faro, ci mancherà»

L’addio di fratelli, moglie, figli e dipendenti a Tajeddine, il titolare della “Disdin” morto in un incidente

CONCORDIA. «“Disdin” era “Disdin”, un imprenditore di successo che incontravi a pranzo e sapeva metterti a tuo agio». Con queste parole, Gian Luca Nicolini, responsabile tecnico dell’impresa edile “Disdin”, ricorda Tajeddine Jemal. Il 42enne è morto in un tragico incidente nel pomeriggio di martedì. Era a bordo di una Maserati quando ha perso il controllo ed è uscito di strada.

«Con lui avevo un rapporto speciale, da quando lavoro nella sua impresa sono cresciuto molto – racconta Nicolini – abbiamo fatto tante cose insieme. Sono provato da quanto accaduto. Restano i tanti bei ricordi, molti legati al mondo del lavoro, che descrivono alla perfezione chi era Tajeddine o come lo chiamavano tutti “Disdin”. Era, infatti, capace di mettere tranquillità, di dare consigli e di risolvere i problemi. Aggiungo anche che vedeva oltre, vedeva oltre con grande intuito». A confermare le parole dell’amico e collega sono i fatti: «Aveva mosso i primi passi a inizio anni 2000 quando si occupava di coperture in legno. Poi l’attività è man mano cresciuta e dopo il terremoto sono stati tanti, e lo sono ancora, i cantieri aperti nel territorio. Abbiamo sempre dato un servizio importante alle persone e questo ci è riconosciuto».

A ricordare Tajeddine è anche l’ingegner Giulio Giubertoni, il professionista di Concordia ha avuto modo di collaborare in diverse occasioni con il 42enne: «Si era fatto da solo, uno degli imprenditori migliori con cui abbia avuto modo di lavorare. Sicuramente il migliore tra i giovani. Sono vicino alla famiglia».

E proprio i famigliari, i fratelli Assia, Fausto, Kader, Yassin e Baki insieme alla moglie Jeanette e ai figli Younes e Aicha ricordano così Tajeddine: «Non ci sono parole per descrive questo momento. Perdiamo un marito, un papà, un fratello. Un punto di riferimento per la nostra famiglia. Siamo distrutti e ci siamo stretti per superare questo momento. Cogliamo l’occasione per ringraziare le persone che in queste ore così difficili per noi ci hanno fatto sentire la loro vicinanza».

In attesa di una data per l’ultimo saluto, gli agenti della polizia locale Area Nord continuano il loro lavoro di indagine. Si sta cercando di capire quale fosse la velocità della Maserati di proprietà del 31enne che era seduto al posto del passeggero (la sua condizione è migliorata). Accertamenti hanno escluso la possibilità che un altro mezzo, una motocicletta, abbia scaturito la tragica carambola. In zona, a quell’ora, non erano in transito due ruote.

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Pubblicato su Gazzetta di Modena