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Modena Scomparsa Adriana Querzé, una vita per la scuola

Aveva 67 anni, era malata da mesi Funerale domani al Policlinico Assessore e poi candidata sindaco lasciò il Comune tra gli applausi

MODENA E' scomparsa dopo una lunga malattia ieri mattina all’Hospice del Policlinico.  Adriana Querzé lascia di sé il ricordo di una pedagoga e politica originale, avanti rispetto ai suoi tempi. Ad assisterla fino alla fine il marito Arturo Ghinelli, anch’egli maestro e pedagogo, e la figlia Paola. Il funerale si terrà in forma civile domani mattina alle Camere Ardenti di via del Pozzo: non ci sarà una vera e propria cerimonia, ma un saluto prolungato dalle 8 alle 11.30, quando la salma sarà portata alla cremazione, su disposizioni della stessa. Adriana Querzè è stata sicuramente una delle figure più autentiche e “fresche” della politica locale e infatti si è scontrata con una certa pigrizia e l’immobilismo di un sistema che non era pronto alle sue proposte, al di là delle specifiche questioni di schieramento. 

 

Nata a Castelfranco nel 1954, si era trasferita a Modena con i familiari quando era ancora bambina. Laureata all’Università di Bologna in pedagogia, nel 1973 iniziò la sua attività di maestra. Ricorda il marito Arturo: «Il suo primo incarico fu a Gargallo di Carpi. Poi gliene assegnarono parecchi altri in giro per la provincia. Allora la scuola era ancora guidata da un sistema didattico e pedagogico risalente agli anni ’50. Io e Adriana ci trovammo a scontarci con le autorità scolastiche per proporre nuove soluzioni. E credo che sia iniziata così la sua passione per la politica attiva». Insegnante elementare fino al 1986, dal quell’anno, Adriana venne nominata dirigente scolastica.

 

 

Nel lungo periodo precedente, con il marito aveva scritto alcuni testi scolastici dedicati alle prime e alle seconde elementari e anche un testo per le vacanze. La sua attività di scrittura era proseguita negli anni con alcuni saggi di pedagogia. Nel momento in cui diventò dirigente scolastica, poté iniziare a promuovere i cambiamenti che aveva proposto per tanto tempo. La sua energia e la sua autorevolezza attirarono l’attenzione di Giorgio Pighi. L’avvocato, una volta diventato sindaco, la chiamò in giunta come assessore all’Istruzione. «Era una outsider totale - racconta il marito Arturo - nessuno la conosceva. E nessuno sapeva perché Pighi l’avesse scelta. Ma poi è emersa. Tanto che una volta Barbolini avrebbe chiesto a Pighi come mai non la avesse presentata a lui».

 

La sua attività amministrativa, puntuale, seria e efficace, la fece notare alla cittadinanza. In poco tempo diventò una figura di riferimento dotata di prestigio. Tanto che in seguito venne eletta in consiglio comunale. Per l’occasione aveva tentato una carta nuova: la candidatura a sindaco con una lista civica di centro-sinistra: “Per me Modena”. Muzzarelli la ricorda nella campagna elettorale come «un’avversaria leale e capace, con grande esperienza amministrativa e con la quale c’era anche un profonda condivisione dei valori di fondo della nostra esperienza politica: era chiaro a tutti che erano più le cose che ci univano che quelle che ci dividevano». Una decisione, la candidatura “civica”, sicuramente di rottura in un panorama monolitico come quello politico modenese, dove le contrapposizioni sono nette. Raggiunse il 7,1%, un risultato di tutto rispetto ma nulla rispetto ai voti messi assieme dal Pd. Il suo impegno in Consiglio non fu esente dalle influenze di malumori interni alla formazione. Non si lamentò mai in pubblico, ma nel 2015 annunciò a sorpresa le dimissioni «per motivi personali».

 

Raccolse gli applausi di tutti i consiglieri. A loro augurò di continuare il lavoro iniziato «mantenendo il rispetto per le persone e per le idee che portano, soprattutto se sono diverse dalle nostre». Quel giorno chiuse la sua esperienza politica. Che non fu mai impostata per essere una carriera o per ottenere qualcosa in cambio: infatti si ritirò a vita privata. Sempre nel 2015 chiuse la sua esperienza scolastica dopo un anno come dirigente del Terzo Circolo Didattico. Era il coronamento di un’attività professionale che nel corso di dieci anni da dirigente l’aveva portata in numerosi centri della provincia dopo un esordio a Viadana: Nonantola, Fiorano e Novi. Dopo alcuni anni sereni, da un anno lottava contro una malattia incurabile.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Gazzetta di Modena