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Modena, la donna travolta sui Viali. Parla il compagno Augusto Gambuzzi «Ivonne non doveva morire così»

Il compagno di Ivonne Zoboli ancora incredulo sul tragico investimento della 65enne L’autista del bus che l’ha travolta indagato per omicidio stradale, mezzo sequestrat

MODENA È stato aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico dell’autista della linea 12 che martedì mattina con il bus ha travolto e ucciso mentre attraversava sulle strisce Ivonne Zoboli, 65 anni. Un atto dovuto da parte della procura nei confronti del 52enne, di fronte a un incidente di tale gravità.

Il pm deve accertare se ci sono profili di responsabilità penale per quanto accaduto, e se la manovra del bus è stata corretta. Com’è noto, il bus proveniva da via Cavedoni e si è immesso su viale Martiri svoltando a destra proprio mentre la donna attraversava verso via Saragozza, e non ha potuto evitare l’impatto. Entrambi avevano il semaforo verde. Il bus è stato posto sotto sequestro per gli accertamenti necessari, che comporteranno anche l’esame delle immagini della telecamera di bordo. Ovviamente ieri l’autista non era al lavoro: subito dopo l’incidente è stato portato in ospedale per un malore, e gli ci vorrà tempo per riprendersi dallo choc.

In attesa delle indagini, delegate alla polizia locale, resta solo lo sgomento e l’incredulità per quanto accaduto, da parte di chi amava Ivonne. Aveva lavorato per anni come insegnante all’asilo e poi in Comune al Centro documentazione handicap confluito in Memo. Lascia il compagno Augusto Gambuzzi, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Modena, oltre alla figlia Giulia, che abita a Milano, e il fratello Maurizio, con i nipoti.

Gambuzzi non riesce ancora a credere che sia successo per davvero: «Sono stato stamattina (ieri, ndr) a vederla in Medicina legale: sembrava che dormisse, aveva il viso rilassato, senza alcun segno». Da chiarire ancora dov’è stato il trauma fatale. «Era uscita come tante mattine per una camminata tra i viali e il centro – racconta – lei faceva diversi chilometri al giorno, le piaceva camminare, era una donna piena di vita. Aveva sempre delle amiche da incontrare, ed era molto conosciuta: per strada ci capitava spesso che la fermasse qualche ex bimbo dell’asilo, ora adulto, che se la ricordava da maestra. Avevamo tante cose da fare: nel fine settimana dovevamo andare a vedere un balletto alla Scala e poi partivamo per una settimana al mare. È finito tutto in un attimo, non riesco a crederci. L’unica consolazione è che probabilmente non si è resa conto di nulla, sembra proprio che sia morta sul colpo».

In attesa delle indagini, Gambuzzi non punta il dito contro nessuno: «Non sono io che devo dire se l’autista ha sbagliato o meno, ci penserà la magistratura. Io penso agli autisti di linea come a persone professionali, che fanno il loro lavoro con dedizione: mi auguro che sia stato così anche il questo caso, e che si sia trattato di una fatalità». Per il momento, non c’è un pensiero di tutela legale: «Spero proprio di non dover prendere un avvocato, non credo che Ivonne lo vorrebbe. È sempre stata una persona sensibile, che scusava molte cose al prossimo: difficilmente la si vedeva arrabbiata e alla ricerca di colpevoli». l

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Pubblicato su Gazzetta di Modena