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Modena. Fiori e lacrime per Rejoice «Piccolo angelo, sei in cielo»

Raccolta fondi da amici e genitori. Il nido annulla la festa Il giorno dopo non è molto diverso dal primo, quanto a dolore. L’eco della tragedia è ben vivo in tutti, forse anche più forte adesso, spenti i clamori e la girandola di emozioni della prim’ora

MODENA Mazzi di fiori, con biglietti commossi pieni di affetto. Così si presentava ieri mattina in via Cardarelli il cancello che delimita il cortile sul retro del condominio dove ha trovato la morte la piccola Rejoice Bellow, la bimba di tre anni e mezzo caduta lunedì mattina da un balcone al settimo piano. Li hanno messi amici e conoscenti, straziati da quella che è diventata la tragedia di tutto un quartiere.

Fiori bianchi simbolo dell’innocenza, come quelli del grande mazzo messo dai titolari e gli amici del Bar Donatello, con un pensiero semplice e diretto: “Alla memoria della piccola, tanto dolce. Con affetto”. Rose bianche ancora da sbocciare quelle che ha voluto un’anziana che abita nel condominio di fronte, che amava la bimba come una nonna, dandole regali e giocattoli. Ecco il suo pensiero: “Un piccolo angelo volato in cielo troppo presto. Ciao piccola, un bacione”. Fiori gialli sfusi, come di campo, “dal nido Cipì”. E poi altri. In tanti si sono fermati, e continuano a fermarsi, per un pensiero, una riflessione, una preghiera.

Il giorno dopo non è molto diverso dal primo, quanto a dolore. L’eco della tragedia è ben vivo in tutti, forse anche più forte adesso, spenti i clamori e la girandola di emozioni della prim’ora. «Quei fiori sono un piccolo omaggio a un angelo, perché quella bimba era un angioletto – dice Anna Iacovlev del bar Donatello – lei poveretta è in cielo, adesso chi soffre è la madre, con i bambini. Non so, forse le si dovrebbe trovare un’altra casa: tornare a vivere lì dentro può essere terribile».

L’appartamento al settimo piano abitato dalla famiglia nigeriana adesso è vuoto. Già da lunedì pomeriggio la madre Mary Uhunoma, 42 anni, e i due figli di 6 e 11 anni, sono a Reggio Emilia ospiti di un fratello di lei. Indispensabile, di fronte a un dolore tanto cocente, il trasferimento in un altro ambiente, per evitare altre drammi. Lo hanno consigliato alla famiglia gli stessi agenti della polizia di Stato che stanno conducendo le indagini.

Già, le indagini: la Squadra Mobile guidata da Mario Paternoster sta completando gli atti da trasmette in Procura, ma al momento non c’è nessun fascicolo aperto. Ed è possibile che non venga mai aperto: già dopo il primo sopralluogo la pm Claudia Natalini aveva fatto capire che non c’erano dubbi sulla fatalità dell’accaduto. La salma della bimba resta in Medicina legale per gli accertamenti di rito, che non è detto richiedano l’autopsia.

Intanto, cresce di ora in ora l’ondata di solidarietà verso la famiglia: parenti, amici, ma anche genitori dei compagni di scuola di Rejoice e dei fratelli (così come la società di calcio in cui gioca il più grande) hanno attivato una raccolta fondi per dare qualche aiuto. Dopo la morte del marito Denis Bellow, il 27 aprile 2020, la madre aveva cominciato a lavorare per la famiglia. Ma con tre figli a cui badare, poteva svolgere solo lavori saltuari, come stava facendo anche in questi giorni.

I due figli più grandi hanno appreso della tragedia direttamente dalla mamma, che è andata a prenderli a scuola lunedì con amici prima del fine lezioni per evitare la folla. Al nido d’infanzia Cipì, frequentato da Rejoice, la notizia della tragica scomparsa della piccola non è stata ovviamente comunicata agli altri bimbi. Proprio lunedì doveva tenersi qui la grande festa di fine anno: le educatrici hanno deciso subito di annullarla. A poco a poco dovranno trovare il modo di spiegare il vero perché.l

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Pubblicato su Gazzetta di Modena