• Home
  •  > Notizie
  •  > Incendio in casa, donna muore soffocata

Incendio in casa, donna muore soffocata

L’avvocato Elena Morandi, 56 anni, si era addormentata sul divano mentre usciva un denso fumo dalla sua camera da letto

È morta a 56 anni soffocata dal fumo di un incendio scoppiato nella sua camera da letto. Probabilmente è stato un mozzicone di sigaretta, scivolato dal portacenere sulla coperta del letto, a causare la fiammata che poi ha prodotto una colonna di fumo che ha invaso l’appartamento. Quando sono intervenuti i soccorritori, la donna era già deceduta. Si chiamava Elena Morandi. Per anni aveva esercitato la professione di avvocato civilista presso il Foro di Modena ma da tempo si era ritirata. Separata, viveva con la madre anziana, venuta a mancare tre anni fa. Aveva affittato l’appartamento al primo piano della sua palazzina a un gioielliere in pensione, ma data l’età avanzata l’inquilino era stato inserito in una struttura per anziani. Così negli ultimi mesi si era trovata a vivere da sola nel suo bell’appartamento al secondo piano di una antica casa di via Boccabadati, una piccola strada laterale di via Vignolese all’altezza di via Campi.

Era sabato sera e la mezzanotte era passata da pochi minuti quando l’incendio è scoppiato nella camera da letto. Elena non si deve essere accorta di nulla: probabilmente si era addormentata sul divano davanti alla tivù. In questo modo la combustione lenta ha provocato una densa cappa di fumo che da un lato è uscita dalla finestra della camera da letto e dall’altro è passata nella sala. È stato proprio questo fumo ad ucciderla.

L’allarme è stato dato poco dopo da due ragazzi della zona che stavano tornando a casa. Hanno notato il fumo uscire a getto dalla finestra laterale del secondo piano e hanno capito che in quella palazzina stava succedendo qualcosa di grave. Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118. Appena aperte le porte, è apparso il corpo privo di vita di Elena sdraiato sul divano. È stato avvisato il magistrato di turno che ha disposto un controllo della salma. Non risulterebbero segni di violenza. Per questo il corpo ora è a disposizione della Medicina legale per un controllo esterno tale da stabilire la causa del decesso mentre in Procura è stato aperto un fascicolo per ora conoscitivo.

Le operazioni dei vigili del fuoco sono continuate anche ieri mattina con lo smassamento degli oggetti bruciati, lasciati in cortile. Si tratta di cose bruciate nella camera da letto, l’unica stanza interessata direttamente dal rogo.

La tragedia di via Boccabadati 103 ha colpito il vicinato. Tanti conoscevano Elena Morandi, sapevano anche della sua vita in solitudine dopo anni di frequentazioni e feste.

Così la ricorda un vicino speciale, Amos Amaranti, leggendaria chitarra rock ed ex membro dei Nomadi, ancora colpito da quanto successo: «L’ho conosciuta due anni fa e ogni tanto ci fermavano a fare due chiacchiere in strada o al bar. Era una persona carina, dolce, gentile. Mi pareva una donna determinata. So che fumava molte sigarette. Mi pare probabile che l’incendio sia scoppiato per un mozzicone. Mi dispiace molto».

Ieri mattina nella palazzina sono stati svolti ulteriori controlli da parte dei vigili del fuoco e soprattutto dalla Polizia Scientifica della Questura, che ha raccolto elementi per chiarire sia l’origine dell’incendio che la sua propagazione. I controlli sono durati per ore.

Il riconoscimento della salma è stato eseguito dall’ex marito, chiamato nella sua ex abitazione dopo il ritrovamento del corpo. Dai primi accertamenti pare escluso che sabato sera al momento dello scoppio dell’incendio e della morte di Elena ci fossero altre persone in casa. Ma questo aspetto è ovviamente al centro degli accertamenti in corso da parte della polizia. (c.g.)

Pubblicato su Gazzetta di Modena