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Modena. Morto di West Nile camionista di 63 anni E' la terza vittima

Marco Gibellini, residente a Montale, non ce l’ha fatta dopo un mese di terapia intensiva. Terza vittima in poche settimane


MODENA. Era andato in pensione da pochi mesi, non aveva mai avuto malattie ma ai primi di agosto è stato punto da una zanzara killer.


Ricoverato a Baggiovara l’8 agosto in preda a una forte febbre, Marco Gibellini, 63 anni, è morto ieri mattina nell’ospedale da cui non è mai uscito. Sul referto una causa di morte che non lascia spazio ai dubbi: infezione da West Nile.



«Nei primi quattro giorni - dice il fratello Massimo - è stato ricoverato con una diagnosi generica. Poi, dopo quattro giorni, è stato portato in Terapia Intensiva perchè dopo l’esame del midollo osseo avevano appurato che si trattava di quella malattia causata dalla zanzara. Non riusciamo a spiegarci come abbia potuto arrivare alla morte. Non riesco ancora a crederci. Era sano e conduceva una vita regolare. Sino a questa primavera, prima di andare in pensione, mio fratello faceva l’autotrasportatore da dieci anni per la Granarolo trasportando latte con un camion cisterna».



Anche i famigliari sono scossi per la rapidità del decesso. L’infezione è avanzata in un corpo sano e, anche se le sue condizioni di salute erano andate peggiorando, nulla lasciava presagire l’esito infausto. Ma la sua forte tempra ha ceduto, nonostante l’età non fosse così avanzata come le altre due vittime modenesi. «Era stato sedato - conclude il fratello - ed era in coma farmacologico. Ci sono voluti alcuni giorni per portarlo fuori ma faceva fatica a parlare per la tracheotomia che gli era stata praticata. Abbiamo potuto capire quello che diceva dal movimento delle labbra».


«L’ultima volta che abbiamo potuto rivolgergli qualche parola è stato tre giorni fa - dice tra le lacrime la figlia - Però ci ha riconosciuto. Poi più nulla».



Marco Gibellini viveva a Montale in via Sardegna, a poche centinaia di metri da una scuola, in una casa dove restava volentieri tra un viaggio e l’altro a bordo del camion, che guidava sempre con prudenza. Stimato e benvoluto da tutti, era un punto di riferimento anche per amici e colleghi. Lascia due figli e la moglie; i funerali si terranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Corlo, frazione di Formigine di cui era originaria la famiglia.



Dal canto suo l’Ausl ha diffuso nel pomeriggio la sua ricostruzione sugli ultimi giorni di vita di Gibellini e sulle cause del decesso.


«Il paziente - spiega in una nota l’azienda sanitaria - era stato ricoverato in medicina per sintomi neurologici e insufficienza respiratoria l'8 agosto. Gli era stata riconosciuta l'encefalite da West Nile col successivo ricovero, il 12 agosto, in terapia intensiva, dove il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al decesso».



Quasi a giustificare la diffusione della notizia, a differenza del silenzio in cui era stato avvolto il decesso di altri due modenesi pochi giorni fa, l’Ausl aggiunge: «Questo caso, rispetto ai precedenti, è stato immediatamente ascrivibile all'encefalite, anche per il lungo periodo di ricovero che ha colpito il soggetto, che presentava altre patologie di base».


In terapia intensiva al Policlinico rimane ricoverato in condizioni stazionarie e prognosi riservata un paziente colpito dal virus West Nile oltre ad altre 15 persone in condizioni meno gravi. —





 

Pubblicato su Gazzetta di Modena