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Modena, omicidio di San Donnino: "Ecco come abbiamo trovato l'assassino"

Raffaele Esposito, 34 anni, cuoco, è stato incastrato da una fitta indagine coordinata da un pool di magistrati della procura. Fondamentali i tabulati telefonici e il gps montato sull'auto. La vittima riconosciuta da un chiodo impiantato durante un intervento chirurgico

MODENA. Alcuni episodi salienti hanno portato a identificare Raffaele Esposito, 34 anni, cuoco in un agriturismo della zona, come autore dell'omicidio di San Donnino in cui ha perso la vita  Vasilica Nicoleta Neata. Questo è quanto dichiarato dal procuratore Lucia Musti durante la conferenza con cui sono stati svelati i dettagli investigativi che hanno condotto all'individuazione del colpevole. L'uomo è sconosciuto alle forze dell'ordine ma nel suo passato, recente e remoto, gli investigatori stanno scavando da settimane: abita a Modena da pochi anni, da quando è convivente con una donna che vive a Savignano con le figlie avute da un precedente matrimonio. 

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DEL PROCURATORE E DEL COMANDANTE DEI CC

Tra gli episodi recenti, invece, due sono stati isolati e lo vedono nuovamente indagato per reati gravissimi: violenza sessuale e tentato sequestro di persona. Sono il caso di Zocca - l’aggressione sessuale di una giovane in un garage avvenuta tre giorni prima del delitto di San Donnino - e il tentativo di aggressione in vista forse del rapimento di una giovane a Savignano.

Come si nota, tutti e tre i casi d’indagine riguardano gravi violenze a donne: dall’omicidio con sevizie e distruzione di cadavere, a violenza sessuale (interrotta dalla fuga della vittima) fino al possibile tentativo di sequestro della giovane seguita. Il profilo del sospettato risulta ben inquadrato. Le indagini cercano di stabilire se da questa serie di casi possa discendere una serialità di comportamento che porti ad altri casi simili, finora irrisolti, che lo riguardano. È solo un’ ipotesi investigativa, si intende.


 

Il quadro probatorio di questi tre casi ruota intorno all’auto utilizzata per trasportare il cadavere della “lucciola” e parcheggiata accanto alla passante a Savignano. C’è il manuale scolastico trovato tra le ceneri a San Donnino, un elemento-chiave. C’è il riconoscimento del suo volto per Zocca . Esiste però una serie di elementi che rafforza il tutto: in tutti e tre i casi il suo mezzo è stato identificato sul luogo degli episodi anche attraverso le immagini di telecamere in zona.

Due dei reati commessi di recente sono stati commessi mentre erano di turno i pm Marco Imperato e Claudia Natalini. Insieme al procuratore Lucia Musti è nato così un pool che ha messo in piedi tutti i dettagli che hanno consentito di incastrare il cuoco che ora si trova in carcere con le accuse di omicidio, stupro e aggressione.

La vittima, Vasilica Nicoleta Neata, che orbitava nel mondo della prostituzione, è stata riconosciuta da un chiodo che le era stato impiantato nel corso di un intervento chirurgico resosi necessario in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2013 a Vicenza. La giovane potrebbe essere stata soffocata o presa a bastonate.

Il cuoco è stato incastrato anche dal gps montato dalla compagnia assicurativa sull'auto di una delle figlie della convivente: il dispositivo ha consentito di individuare gli spostamenti della vettura. Inoltre, i tabulati hanno fatto risalire a contatti fra l'indagato e la vittima tra il 29 e il 30 agosto. L'indagato ha confessato la violenza sessuale. 

RICONOSCIUTA DA UN CHIODO ENDOMIDOLLARE

L'identità del cadavere carbonizzato, rinvenuto a San Donnino, alle porte di Modena, il 10 settembre, appartenente a Vasilica Nicoleta Neata, una prostituta 31enne romena, è stato identificato grazie a un chiodo endomidollare che era le era stato impiantato a seguito di un incidente stradale. "Ne risultano solo due del genere impiantati in Italia", ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Modena, Giovanni Balboni. La donna sarebbe stata uccisa in un luogo differente da quello del ritrovamento del cadavere, ovvero un luogo isolato e di prostituzione. Gli inquirenti stanno attendendo gli esiti del lavoro della medicina legale per chiarire come sia stata uccisa la 31enne: si presume soffocata o presa a bastonate. La mancanza degli arti, spiegano gli inquirenti, "è legata alla presenza di animali selvatici in zona, considerando che la salma è rimasta all'aperto per dieci giorni", il delitto, infatti, sarebbe del 30 agosto.

Pubblicato su Gazzetta di Modena