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A Vignola l’arte figurativa di maestri modenesi tra Otto e Novecento

In mostra alla galleria Deco di Vignola opere selezionate di famosi pittori modenesi fino al 30 novembre

Vignola. Di opere selezionate di famosi pittori modenesi tra Otto e Novecento la mostra, fino al 30 novembre, alla galleria Deco Arte Antiquariato, diretta da Margherita Franchini, con la collaborazione della sorella Betty. Tutte da apprezzare le opere di Giovanni Muzzioli (1854- 1894). Un vero talento, riconosciuto in tutta Italia. La sua notorietà era tale che imponente fu la cerimonia funebre in piazza S. Agostino a Modena, con un’ara lignea di stile romano, costruita da alcuni artisti. Da notare che i dipinti ad olio sono lontani dalle rivisitazioni dell’antico (i funerali di Britannico, Baccanale, danza di Salomè), rivelando un dolce cromatismo, improntato a stati d’animo di tenerezza delle creature femminili, alle atmosfere dei luoghi. Densi di realtà sentimentale, dai toni forti, sono “Chioggia” e “Barche” di Giuseppe Miti Zanetti (1859-1929) che, a 25 anni, aveva trovato dimora a Venezia, partecipando 16 volte alla Biennale. Tenerezza e durata a ciò che può sembrare perituro conferisce, con modulazioni delicate di colori, Casimiro Jodi ai fiori e alla natura morta con peonie. Di Augusto Valli un paesaggio, di pennellate rapide, che risente anche delle esperienze in Africa Orientale. La buranella, la bimba con nastro di Mario Vellani Marchi sottendono anche la grande abilità grafica dell’autore, inviato con il giornalista Orio Vergani, nel 1935, dal Corriere della Sera, nel continente africano come inviato speciale “con la matita”. Fondamentale il suo soggiorno alla “scuola” di Burano, frequentata pure da Leo Masinelli, di cui sono esposti fiori e rose. Si offrono all’ammirazione il frate che legge e la pastorella con pecore di Achille Boschi. Tutta la rassegna si fonda su una pittura di pratiche figurative che esprimono la realtà in un ordine persino ideale dietro le apparenze. Lievitano freschezza e palpiti le opere di Evaristo Cappelli (donna seduta, interno), Filippo Reggiani (paesaggio con figure), Giuseppe Mazzoni (il granaio). E poi il campione di Savignano, Giuseppe Graziosi, con una piccola e deliziosa “Basilica di Assisi”. Suoi pure i pioppi, le impressioni romane, il ponte dolce acqua. Non potevano mancare sue sculture in bonzo: Venere con pomo, donna romana, gatta con gattini e pure la contadina con maiale, la mungitrice che rimandano alle sue origini contadine. —



 

Pubblicato su Gazzetta di Modena