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Formigine piange Federico, morto a 11 anni

Se ne è andato martedì dopo una lunga malattia. A Corlo i funerali. I genitori idearono per lui la “Biblioteca del Gufo”

FORMIGINE. «Federico ha lottato come un leone, fino alla fine. Ci ha lasciati stasera. Il guerriero ha deposto le sue armi ed ora si gode il giusto riposo».. Con una breve frase e una compostezza unica nel dolore più profondo che possa colpire una madre, Elena Barbieri martedì sera ha annunciato la morte del figlio Federico, stroncato a 11 anni dalla leucemia al Policlinico. Una notizia che ha riempito di dolore tutta la comunità formiginese, che si è subito stretta attorno a mamma Elena, al papà Luca Neri e alla sorella maggiore Annalisa.


La parola “guerriero” non è stata scelta a caso da Elena, poiché Federico ha lottato per anni contro la malattia. «La stronza, come la chiamavamo noi», spiega Elena.


La “stronza” si era presentata nella vita di Federico nel 2013, ma aveva trovato di fronte a sé un bambino e una famiglia pronti a lottare in ogni modo per la vita. L’avevano sconfitta, grazie alla medicina e a uno spirito intraprendente, che aveva portato ad esempio Elena a fondare la Biblioteca del Gufo. Un gioiello della comunità formiginese, con cui i bambini e gli adulti possono scambiarsi gratuitamente libri, grazie ad apposite casette sparse per il paese.


«Federico si è sempre divertito molto», raccontava Elena alla Gazzetta in una vecchia intervista. Poi la malattia è tornata più di un anno fa e stavolta la strenua forza di Federico non è stata sufficiente.


Oggi Formigine piange un bambino che amava i kart e i modellini, che papà Luca allestiva con dedizione condividendo la passione per i motori assieme al figlio. E piange assieme a una famiglia che è stata un esempio, come ricorda il sindaco Maria Costi, che ieri ha voluto portare il proprio saluto alla camera ardente: «Sono la testimonianza di che cosa vuol dire amore in una famiglia- sottolinea il primo cittadino - Loro sono stati esemplari per la vicinanza che hanno garantito a Federico e Federico lo è stato per come ha lottato. E lo ha fatto per metà della sua vita. Sono un esempio virtuoso di cosa significa tenersi legati l’uno all’altro. Hanno fatto davvero l’impossibile per il loro bambino. Hanno dimostrato cosa significa la parola amore. Sembra una banalità, una frase di rito, ma loro lo hanno concretizzato nei fatti. Si sono impegnati in modo inverosimile e Federico è stato davvero un guerriero. E ora è un angelo».


Giovedì 8 dicembre a Corlo, dove Federico ha frequentato la scuola, si terranno i funerali. Partenza dalle camere ardenti del Policlinico alle 14 e arrivo alla chiesa parrocchiale, dove alle 14,30 si svolgerà la funzione, per poi proseguire per il cimitero di Casinalbo.


La famiglia Neri ha chiesto esplicitamente che le donazioni vengano effettuate sul conto Iban della Biblioteca del Gufo (numero IT51H0339566780CC0020010817) e poi provvederanno di persona ad aiutare l’Oncoematologia pediatrica del Policlinico. —


GIB


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Pubblicato su Gazzetta di Modena