• Home
  •  > Notizie
  •  > Ora infuria la polemica «La Regione accerti se è un abuso di potere»

Ora infuria la polemica «La Regione accerti se è un abuso di potere»

Silenzio dalle istituzioni - mentre si scatena l’opposizione - e bocche cucite da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil sull’opera del Collettivo Fx - un noto gruppo di aristi di strada che ruota attorno a Reggio - strappata dalla Digos prima delle celebrazioni dell’Eccidio del 9 gennaio 1950. Anche se il sindaco Gian Carlo Muzzarelli non parla, il vicesindaco Gianpietro Cavazza si dice «dispiaciuto» per l’accaduto. Ieri ha deciso di informarsi. Il primo cittadino ha invece chiamato il questore e chiesto delucidazioni su quanto successo, non avendo assistito allo strappo dell’opera d’arte da parte della Digos avvenuto pochi attimi prima del suo arrivo al cippo dei caduti. Parlano invece numerosi esponenti politici, a partire da “Modena Volta Pagina”: «Ieri - spiega una nota del Laboratorio politico di sinistra - la distruzione dell’opera di street art che ricordava l’Eccidio delle Fonderie ha avuto il pregio di sollevare il problema del rapporto fra la celebrazione della ricorrenza della strage e la realtà di oggi. Noi pensiamo che mantenere vivo il significato di quel sacrificio oggi comporti difendere i valori della dignità del lavoro nella attuale crisi sociale. Viviamo in una epoca di precariato, morti sul lavoro sempre più diffuse, lavoro povero e di casi di sfruttamento indegno. Come negli anni ’50 i sindaci di Modena stavano a fianco del lavoratori, noi crediamo che lo stesso dovere valga anche oggi».

Interviene anche Alice Miglioli di Potere al Popolo che rivela come il Collettivo Fx del reggiano Simone Ferrarini abbia più volte collaborato con le loro iniziative: «Nella ricorrenza di quella che fu una carneficina da parte delle forze dell’ordine ai danni di operai in sciopero, il Collettivo Fx ha deciso di donare alla nostra città un’opera d’arte, proprio nel luogo dove sorge il cippo commemorativo delle vittime della strage. Il Collettivo Fx ha più volte dimostrato il suo sostegno ai lavoratori, come dimostra la serie di opere esposte durante la prima delle udienze dei lavoratori della Castelfrigo e il muro ‘I conti Non Tornano’ comparso a Castelnuovo. Il gesto della questura di rimuovere l’opera in questione risulta non oscuro, quanto piuttosto pericoloso: chi ha dato l’ordine di rimuoverla?» Judith Pinnock e Paula Nolff di Rifondazione comunista: «La distruzione dell’opera è un atto stolto, oltre che violento. Stolto perché immotivato. Chiediamo alla questura di dare una risposta pubblica riguardo quello che si configura come un vero e proprio abuso di potere». Infine Piergiovanni Alleva consigliere regionale di AltraER: «La Regione accerti la vicenda e la giunta verifichi anche se può configurarsi il reato di abuso di potere». —

Stefano Luppi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Pubblicato su Gazzetta di Modena