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Pavullo, ultimo atto di amore di Debora: donati gli organi

Stasera un rosario alle camere ardenti dell’ospedale per la mamma di Coscogno e domani mattina i funerali a Benedello 

PAVULLO. Se n’è andata con un ultimo gesto d’amore Debora Schieri, la commessa 34enne stroncata da un malore che l’ha colta mercoledì pomeriggio mentre lavorava al supermercato Vandelli di Sant’Antonio. I suoi organi sono stati donati: ieri mattina i medici dell’ospedale di Baggiovara hanno proceduto all’espianto, avvenuto positivamente: continueranno a vivere in persone affette da gravissime patologie, da tempo in attesa di un donatore.

Completata la procedura, la salma della giovane è stata presa in carico dalle Onoranze Verucchi, che l’hanno portata nelle camere ardenti dell’ospedale di Pavullo, dove stasera alle 20 sarà recitato il rosario. . Domani, invece, sarà il momento dell’addio: il corteo partirà alle 9.40 dall’ospedale per raggiungere la chiesa parrocchiale di Benedello, dove alle 10 sarà celebrato il funerale. Anche se lei abitava a Coscogno, infatti, i suoi genitori Angelo e Gabriella sono originari della borgata.


La notizia della morte di Debora ha suscitato grande commozione nella comunità pavullese: la conoscevano in tantissimi andando a fare la spesa al supermercato, e tutti la ricordano come una ragazza dolce e simpatica. A tutti è rimasto in mente l’affetto che nutriva per le sue tre figlie Giulia, Chiara ed Elisa, e i giochi che faceva con loro. Una fitta al cuore pensarle adesso senza la mamma, a partire da Elisa, di soli tre anni (Chiara ne ha nove e Giulia undici). E sono sconvolti anche al supermarket: difficile da accettare la scomparsa in un attimo di una persona amata e apprezzata sul lavoro, con cui si sono condivise tante giornate e tante fatiche.


Il malore l’ha colta mercoledì verso le 17.30 mentre era intenta nelle attività: all’improvviso si è accasciata e ha perso i sensi. Sono stati subito chiamati i soccorsi, e fin dall’inizio si è capito che era in atto una patologa molto grave. È stata portata al Pronto soccorso di Pavullo per una prima stabilizzazione e poi d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, dove dagli accertamenti è emersa la presenza di un’emorragia celebrale. Da qui l’immediato ricovero in terapia intensiva, con prognosi riservata.

Non c’è mai stato ottimismo sulle sue condizioni, ma fino all’ultimo si è voluto sperare nel miracolo. Invece non è arrivato nessun segnale di ripresa, neanche minimo, tanto che venerdì verso mezzogiorno è iniziato il periodo finale di osservazione: dopo le sei ore previste da norma, in assenza di qualsiasi reazione rilevata dagli strumenti è stata dichiarata la morte celebrale. —


D.M.

 

Pubblicato su Gazzetta di Modena