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Rogo di Mirandola Lutto cittadino in tutti i nove Comuni della Bassa

Maino Benatti: «Siamo vicini alle famiglie». Ieri niente confronto tra i candidati Nel pomeriggio la visita di prefetto e autorità. «La municipale non si ferma»

MIRANDOLA. Il sindaco Maino Benatti è provato ed incredulo, per una tragedia che ha sconvolto Mirandola. Per oggi ha decretato una giornata di lutto cittadino, con le bandiere a mezz’asta e con un minuto di silenzio e raccoglimento alle ore 12, come abbraccio simbolico dell’intera comunità alle famiglie. Lutto cittadino che sarà esteso a tutti i nove Comuni della Bassa.


«Una situazione drammatica ed inverosimile che mai avremmo voluto vivere - ha detto il sindaco, dopo aver passato la notte in piedi - oggi sarà il giorno del cordoglio e della vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte quelle persone che sono rimaste ferite. Ho parlato con i famigliari delle donne decedute. Siamo però riusciti a sistemare tutte le persone rimaste fuori casa in strutture pubbliche e dieci di loro alloggeranno in una micro residenza di San Prospero.

Questa storia drammatica andrà approfondita, soprattutto da chi è responsabile della pubblica sicurezza a livello nazionale: non è tollerabile che questo ragazzo, con un decreto di espulsione in tasca, viaggiasse libero per il nostro Paese». Arrivando ad appiccare un incendio devastante alla sede della Municipale dopo averne abbattuto la porta d’ingresso con relativa facilità.

«Doni, il comandante della Municipale, qualche settimana fa mi aveva comunicato di voler rafforzare la porta. E era già in atto una manifestazione di interesse per scegliere la ditta: i lavori sarebbero partiti tra qualche giorno e invece è accaduto qualcosa di inimmaginabile. Ringrazio i soccorritori, i carabinieri, chi sta facendo le indagini e poi la municipale. Nessun servizio è infatti stato sospeso e tutti gli agenti hanno continuato a lavorare. Ho invece chiesto ai due candidati a sindaco a Mirandola di rimandare il confronto che avrebbe dovuto tenersi tra loro e tutte le attività di campagna elettorale per dare un segnale di vicinanza forte al dramma che queste famiglie stanno vivendo. Come in altre occasioni drammatiche che abbiamo vissuto, però, è nel senso di unità e di coesione della nostra comunità che riusciremo a trovare la forza per superare questa tragedia inspiegabile».


Un cordoglio arrivato anche da parte di tutti i sindaci e dai candidati a sindaco della Bassa e dal presidente della Provincia, Gian Domenico Tomei, che ha detto: «Un episodio gravissimo che colpisce tutta la comunità modenese».


Denso tavolo istituzionale, poi, ieri pomeriggio in municipio a Mirandola alla presenza del sindaco, del prefetto Patrizia Paba, del questore Maurizio Agricola, del sottosegretario alla giustizia Vittorio Ferraresi e del presidente della Regione. Stefano Bonaccini, prima di recarsi all’ospedale di Carpi in visita ai bimbi rimasti intossicati, nell’esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte quelle rimaste coinvolte, ha puntualizzato come «sia di massima importanza, ora, chiarire come una persona con diversi precedenti e con un decreto di espulsione in tasca si aggirasse libera per l’Italia».


Presenti al summit in Comune anche il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Balboni e il capitano della Compagnia di Carpi Alessandro Iacovelli, la guardia di finanza, i vigili del fuoco, la polizia locale e il 118. Il momento più toccante, l’incontro con il figlio e la nipote di Marta Balboni, l’86enne purtroppo deceduta insieme alla sua badante ucraina Yaroslava Kryvoruchko. —

 

Pubblicato su Gazzetta di Modena